The China Dream
Doveva succedere prima o poi che i cinesi taroccassero anche il sogno americano, non c’è nulla di incopiabile, non c’è nulla di troppo ambizioso per un paese che vive di crescite scomposte, bolle, bugie. Così è arrivato il “China Dream”, scriveva ieri il Wall Street Journal, a venare i discorsi del nuovo leader del paese, Xi Jinping. C’è un risvolto militare importante, ché per Pechino non c’è sogno né potenza senza una Forza armata al di sopra di tutte le altre ed è per questo che continua a spaventarci con gli annunci ma poi quando c’è da stanziare i soldi, non c’è una zampata visibile.
12 AGO 20

Doveva succedere prima o poi che i cinesi taroccassero anche il sogno americano, non c’è nulla di incopiabile, non c’è nulla di troppo ambizioso per un paese che vive di crescite scomposte, bolle, bugie. Così è arrivato il “China Dream”, scriveva ieri il Wall Street Journal, a venare i discorsi del nuovo leader del paese, Xi Jinping. C’è un risvolto militare importante, ché per Pechino non c’è sogno né potenza senza una Forza armata al di sopra di tutte le altre ed è per questo che continua a spaventarci con gli annunci – avete sentito parlare del programma dell’aeronautica cinese sui bombardieri supersonici? – ma poi quando c’è da stanziare i soldi, non c’è una zampata visibile (sempre meglio del restringimento del Pentagono, ovviamente, ma l’America continua ad avere, stando ai dati ufficiali, una potenza militare che non ha concorrenti nel mondo). Il sogno cinese non ha nulla a che vedere con il riscatto sociale del sogno americano, è piuttosto un sogno di potenza che deve andare a sostituire quel monotono “sviluppo pacifico” che ha dominato l’ultimo decennio. Xi ha imposto la sua autorità sulla commissione militare centrale, undici uomini di cui soltanto Xi è un civile e ha messo tra le priorità delle Forze armate “i combattimenti reali” e “guerre combattute e vinte”: tutti hanno subito pensato che per i paesi vicini non si prospettano tempi sereni. Anche alcuni esperti americani parlano di “un’escalation”, ed è questa la visione predominante anche alla Casa Bianca, che tende la mano per raggiungere una tregua cyber (troppi hackeraggi, troppe falle nel sistema della sicurezza) e intanto predispone un’unità specializzata al Pentagono per contrastare questi attacchi, ma anche rendere inoffensiva l’arte del copy tipicamente cinese.
Non è un caso del resto che “China Dream” sia anche il titolo di un libro famoso in Cina, scritto dal colonnello Liu Mingfu, un falco che fa parte anche della cerchia ristretta dei consiglieri di Xi. Così come non è un caso che il “China Dream” abbia anche una data di scadenza – il 2049, i cent’anni dalla conquista dei comunisti della Cina – a dimostrazione che persino un sogno è pianificato, a Pechino.